Per quanto riguarda l’argomento odierno, desidero porre l’attenzione al ‘problema casa’.
Compito primario dell’azione politica è quello di seguire i cambiamenti sociali per creare leggi in grado di sostenerli, aumentando la qualità della vita dei cittadini. Sul tema della casa, la nuova struttura sociale e del lavoro, basata sulla precarietà di quest’ultimo, presuppone una continua richiesta di mobilità sul territorio, soprattutto ai lavoratori più giovani, che deve essere sostenuta a livello governativo.
In questo senso, la Regione ha messo in campo una quantità incredibile di risorse per quanto riguarda l’acquisto della prima casa. La motivazione è ovvia visto il diritto di ogni cittadino di avere un tetto sopra la testa.
Se questo è vero, lo è altrettanto, però, il fatto che la casa non deve essere necessariamente di proprietà. Infatti, per come si è modificato il mondo del lavoro, dove i giovani e i meno giovani si trovano a confrontarsi con le nuove forme di precariato e anche con la precarietà del luogo di lavoro (la mobilità li vede costretti a spostarsi costringendoli a cambiare residenza e quindi a cercare alloggi in locazione), credo sia corretto che la Regione entri nell’ottica di aumentare la spesa prevista per le agevolazioni delle locazioni.
Per le stesse ragioni, è necessario prevedere la possibilità di mobilità per i residenti delle case ATER sul territorio regionale.
Come lanciato dall’Osservatorio delle Politiche Sociale della regione FVG il rischio povertà è in forte aumento a Trieste. Proprio per questo, credo sia necessario consolidare il sistema di welfare, aiutando le nuove giovani coppie, ma anche le nuove formule famigliari (monogenitoriali e single) nell’affrontare il difficile ed oneroso percorso dell’affitto della prima casa con una politica sociale al servizio del Cittadino.